martedì 20 maggio 2014

L'olio d'oliva in pillole: il nuovo scudo per il cuore contro lo smog della città


L'olio d'oliva si conferma un vero e proprio 'oro giallo', grazia ai nuovi benefici che porta alla salute. L'assunzione di integratori a base di olio di oliva può contrastare alcuni degli effetti avversi cardiovascolari legati all'inquinamento atmosferico. È quanto emerge da un nuovo studio presentato all'American Thoracic Society International Conference 2014 di San Diego. 
 

ANTI SMOG.  »L'esposizione al particolato nell'aria può portare alla disfunzione endoteliale, una condizione in cui« il rivestimento interno dei vasi sanguigni »non funziona normalmente, cosa che rappresenta un fattore di rischio per eventi cardiovascolari e per la progressione di aterosclerosi«, spiega l'autore dello studio, Haiyan Tong, della United States Environmental Protection Agency. »Dal momento che l'olio di oliva e quello di pesce sono noti per avere effetti benefici sulla disfunzione endoteliale, abbiamo cercato di capire se l'uso di questi integratori può contrastare gli effetti dell'esposizione al particolato ambientale« in un ambiente controllato. 
 

L'INDAGINE. Lo studio ha coinvolto 42 adulti sani che sono stati randomizzati a ricevere 3 grammi/giorno di olio di oliva, di olio di pesce, o senza integratori per quattro settimane prima di sottoporsi a un'esposizione controllata ad aria filtrata per due ore, seguita il giorno successivo da un'esposizione a un concentrato di polveri sottili e ultrasottili in una camera di esposizione controllata. Ebbene, dalla ricerca è arrivata una promozione per l'olio d'oliva. »Il nostro studio suggerisce che l'uso di integratori di olio di oliva può proteggere contro gli effetti negativi vascolari dell'esposizione a particelle di inquinamento atmosferico«, dice Tong. »Se questi risultati saranno replicati in altri studi, l'uso di questi integratori potrebbe offrire un sicuro ed efficace mezzo a basso costo per contrastare alcune delle conseguenze per la salute dell'esposizione allo smog«, conclude.

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